Buona Pratica

Dal giugno 2012, Hisn al-Giran gestisce l'area del Villaggio Bizantino di proprietà del Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale.

L'obiettivo dell'associazione è, fin da subito, quello di espandere il proprio raggio d'azione su tutto il territorio di Calascibetta, valorizzandolo attraverso eventi culturali mirati al coinvolgimento della comunità e non solo.

L'associazione è impegnata su base volontaria nella manutenzione e nella pulizia di sentieri, strade tagliafuoco, aree di sosta, punti di interesse, parcheggi e servizi igienici.

Nel settembre 2012, inoltre, hanno effettuato un primo intervento sull'intera area archeologica, dotandola di pannelli didattici e segnaletica per facilitarne la fruizione.

Si occupano dell'accoglienza dei visitatori presso il punto informativo e organizzano per le escursioni archeo-naturalistiche di un giorno alla scoperta di uno straordinario patrimonio archeologico e naturalistico.

Le escursioni possono essere condotte in italiano, inglese e francese, e su prenotazione anche in tedesco e russo, con il supporto di personale madrelingua; attive anche le opzioni di guida in LIS, grazie al supporto di un assistente alla comunicazione.

Organizzazione

Hisn al-Giran

L'Associazione culturale Hisn al-Giran, senza scopo di lucro, è stata fondata a Calascibetta nel luglio 2011 per promuovere e valorizzare il territorio xibetano, attraverso escursioni ed eventi culturali. Il nome dell'associazione è di origine araba e fa riferimento a una tipologia di villaggi rupestri berberi, ancora frequenti in alcune zone del Nord Africa, e situati in luoghi non sempre facilmente accessibili. Gestiscono l'area del Villaggio Bizantino del Vallone Canalotto, sito che fa parte del Rocca di Cerere UNESCO Global Geopark e luogo di elevato interesse storico, archeologico e naturalistico.

Impatto

L'impatto turistico del sito è molto importante perché porta nell'area di Calascibetta un flusso di visitatori che altrimenti sarebbe totalmente escluso dai consueti itinerari turistici. La sfida più difficile da affrontare è stata, alla fine degli anni '90, una volta scoperto il sito, farlo riconoscere come importante insediamento archeologico. Fino ad allora, infatti, questo era stato utilizzato per lo più dai pastori come ricovero per il bestiame o come dispensa per salumi e formaggi.

Sostenibilità

L'impegno costante dell'associazione è la manutenzione e la pulizia di sentieri, strade sterrate, aree di sosta, punti di interesse, parcheggi e servizi igienici. Inoltre, si cerca sempre di promuovere un turismo sostenibile, lento e rispettoso dell'ambiente che li circonda. Trattandosi di un modello basato sul volontariato, è sicuramente replicabile, soprattutto da istituzioni e associazioni con mezzi economici, in qualsiasi sito di valore archeologico, naturale e culturale.
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